02/12/2022

Nutrizione Dott. Barbieri

Medico Dietologo

LA SICOB CONTRO LO STIGMA DELL’OBESITÀ

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Un tempo a giugno cominciavano i campionati del mondo che accompagnavano le notti d’estate o le notti magiche cantate dalla Nannini e Bennato.

Quest’estate, esattamente il 21 Giugno, ci sarà una nuova sfida lanciata su TikTok, si chiama la Boiler (scaldabagno) Summer Cup.

In cosa consiste? Le regole sono semplici quanto crudeli e disarmanti: si rimorchia la ragazza con maggiore sovrappeso, si documenta il tutto su un video e si vince (in base ai chilogrammi delle ignare vittime) un ingresso in discoteca, bevande alcoliche o forse solo quella gloria degradante segno di un disagio giovanile che non sembra tenere conto degli effetti di certe azioni sugli altri.

La challenge lanciata dal social TikTok è una delle facce dello stigma basato sul peso e dell’accettazione sociale sul prendere in giro le persone a causa del loro peso.

Bullismo, discriminazione, grassofobia, body shaming… qualsiasi termine vogliamo utilizzare, l’essere in una condizione di sovrappeso o di obesità può essere per le persone una gogna che autorizza a svalutazione sociale, maltrattamenti e penalizzazioni.

Il peso può portare a penalizzazioni nelle aree più importanti della vita della persona come per esempio minore probabilità di essere assunto mediante un colloquio di lavoro, valutazioni più scarse da parte dei docenti a scuola, esclusioni sociali nelle relazioni interpersonali etc…

Dal punto di vista clinico e psicologico subire lo stigma sul peso può ridurre la qualità di vita, aumentare i livelli di stress e rispondere allo stesso stigma con comportamenti non salutari come mangiare più cibo, evitare l’attività fisica e/o le visite mediche. Inoltre lo stigma basato sul peso può aumentare la vulnerabilità alla depressione, all’ansia, può incrementare l’insoddisfazione corporea, l’isolamento sociale e il senso di fallimento e infine sicuramente abbassa l’autostima.

Lo stigma sul peso ha origine e nutrimento dall’idea semplicistica dell’obesità non vista come malattia cronica, multifattoriale, complessa e recidivante, ma come debolezza di carattere e segno di un fallimento personale.

“Mangia di meno e muoviti di più”, “volere è potere”, “è solo questione di forza di volontà”… sono tra gli slogan principali che spesso chi è affetto da questa condizione si sente dire e che rinforzano l’idea di colpa.

Gli adolescenti sono vittime fragili dello stigma sul peso e la letteratura scientifica ha documentato in diversi studi come le ingiurie sul peso siano le principali ragioni per cui gli adolescenti si prendono in giro e come un’alta percentuale di ragazzi con sovrappeso od obesità riferisca esperienze di stigma a causa del peso.

Lo stigma ponderale può manifestarsi in diversi modi: verbale (prese in giro, insulti, nomignoli ridicolizzanti), bullismo (colpire, calciare, spingere), relazionale (essere esclusi, essere ignorati, essere evitati o essere presi di mira).

Percepire o avere paura di subire stigma a causa del proprio peso può minare le capacità fisiche, sociali e scolastiche dei nostri ragazzi.

I social media hanno un impatto più significativo sulla promozione dello stigma del peso rispetto ad altre forme di media. È stato documentato che il cyberbullismo si verifica sui social media a causa dell’aumento dell’anonimato e della mancanza di conseguenze reali.

Il confronto del corpo tra i coetanei e l’esposizione a immagini non realistiche sui social media con le sue popolari funzioni di filtro promuovono l’insoddisfazione del corpo, i disturbi alimentari e l’autolesionismo. I social media, inoltre, accrescono messaggi negativi sul peso promuovendo la colpa individuale e accrescono gli stereotipi legati alla pigrizia e alla mancanza di disciplina.

Tra gli adolescenti percepire il proprio corpo come sovrappeso aumenta il rischio di suicidio. Tale rischio è aumentato in maniera documentata tra il 2009-2017.

È importante educare al rispetto dei corpi e sugli effetti devastanti che eventi come la Boiler Summer Cup possono avere sui nostri giovani.

Intervenire con politiche anti bullismo (non solo sul peso ma in generale per tutte le patologie oggetto di derisione) e anche programmi di prevenzione dell’obesità dovrebbero comprendere un messaggio più ampio e per tutti di educazione a uno stile di vita salutare.

La SICOB condanna incondizionatamente lo stigma dell’obesità e favorisce programmi educativi che prevedono la lotta a questo fenomeno sociale.

Maurizio De Luca

Direttore Dipartimento Chirurgico Ospedali di Rovigo, Trecenta Adria

Vice Presidente SICOB

Daniele Di Pauli

Psicoterapeuta

Commissione Scientifica SIO

FONTE: SICOB

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